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HOSPITIA

MILLE ANNI

DI ACCOGLIENZA

E OSPITALITÀ  DELLE ALPI

In occasione della presidenza della Regione Lombardia di Eusalp, Ammira ha prodotto la mostra “Hospitia: mille anni di accoglienza e ospitalità nelle Alpi” con cui presenta la storia dei numerosi ospizi che a partire dall'Alto Medioevo hanno costellato molte valli alpine offrendo non solo un servizio d'appoggio insostituibile ai tanti viaggiatori, ma anche un luogo di accoglienza che tentava di rispondere ai bisogni più diversi.

La mostra è disponibile per il noleggio.

Agli occhi di un viaggiatore del Medioevo le Alpi dovevano apparire come un luogo pericoloso e difficile da attraversare, punteggiato tuttavia da una rete di hospitia. Nate nel Medioevo cristiano, queste domus hospitales avevano lo scopo di accogliere e aiutare in modo gratuito non solo i viaggiatori, ma anche i bisognosi in generale.

 

Costituiti da una cappella o chiesa, associata a un edificio con ambienti di servizio e qualche camera, gli ospizi erano presenti in tutta Europa, ma lungo i percorsi alpini assumevano un valore particolare, per via dell'ambiente difficile in cui costituivano molto spesso l'unico punto d'appoggio. Queste istituzioni furono, nonostante tutte le loro inadeguatezze, un locus magnae misericordiae: riflessi, per quanto opachi, di una misericordia divina sperimentata e sperimentabile. La loro presenza contribuì in modo significativo alla genesi di aspetti propri della cultura europea, quali l'ospitalità e l'accoglienza, permettendo che le Alpi e le loro valli svolgessero un ruolo di cerniera tra Europa mediterranea ed Europa centro-settentrionale.

La mostra tuttavia non vuol essere solo un approfondimento su una realtà ormai passata, ma, attraverso la storia degli ospizi alpini e, più specificatamente, la proposta di due interviste ai responsabili degli ospizi del Gran San Bernardo e del San Gottardo, luoghi che ancora oggi portano avanti la loro missione pur in un contesto apparentemente molto diverso, vuole lanciare una provocazione: i tempi sono davvero poi così cambiati?      

 

Forse nulla come i mesi di lockdown ha fatto emergere con prepotenza sia il fatto che siamo tutti bisognosi - non soltanto dal punto di vista strettamente sanitario -, sia la necessità di una visione europea condivisa. Gli ospizi alpini hanno contribuito ad entrambi questi aspetti nell'umiltà del servizio che hanno svolto nei secoli passati.

 

La mostra è stata progettata e realizzata dall'Associazione culturale varesina Ammira, design Concreo, e si avvale della collaborazione fotografica di Carlo Meazza che con i suoi scatti documenta ciò che resta del passato, ma anche le esperienze ancora in atto presso diversi ospizi, fra cui quelli del Gran San Bernardo e del San Gottardo. Due interviste televisive ai responsabili di tali ospizi e un documento tratto dall'archivio di Rai Teche completano l'offerta multimediale della rassegna. La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione con Regione Lombardia, nell'ambito del progetto EUSALP (Eu Strategy for the Alpine region).

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